COVID-666 - Francesco Basso

Francesco Basso d’Imperia envoie une nouvelle d’anticipation glaçante...

  

  

COVID-666

 

Via. Via dalla città, fuggire. Mi stanno inseguendo, non so da quanto tempo ma so che è così. Un'epidemia, un'epidemia completa nel cuore della città, che si sta diramando. Ho lasciato amici, parenti, tutti. Tutti infettati. Tutti. Corro, continuo a correre ma il fiato mi manca. Ho paura di essere stata infettata anch'io. Tanta paura. Il bosco, ecco, lo sto per raggiungere ma... quanto mancherà? Forse qualche minuto. Mi manca il respiro. Mi fermo. La periferia. Muta. Vuota. In lontananza fuochi che provengono dalla città. Disordini, rumore, sommosse. Continuo a pensare di essere inseguita anche se alle mie spalle non vedo nessuno. Chissà se c'è qualcuno.

Il mondo è stato invaso da il peggiore dei virus, gli scienziati l'hanno soprannominato COVID-666. Si tratta di un virus appartenente alla famiglia dei coronavirus ma cento volte più potente del COVID-19 che colpì il mondo nell'anno 2020. Ora siamo difronte a una vera catastrofe. L'infezione sembra che sia partita dalla Città di Benedict, in America e sia arrivata raggiungendo tutti i continenti grazie agli aerei e le navi. Non so perché tutto ebbe origine da lì, so solo che adesso siamo tutti in pericolo. Aspetta! Mi è sembrato di sentire un rumore. L'hai sentito anche tu?!.

Guardo davanti a me, una fabbrica abbandonata da anni. Mi sembra di vedere ondeggiare dei ganci all'entrata. Sarà stato il vento a muoverli. Oggi anche il sole sembra essere malato. Il cielo è slavato come se qualcuno l'avesse sporcato con la polvere di un gesso gigante. L'aria è irrespirabile, credo sia per colpa dell'inquinamento anche se percepisco un altro pericolo imminente. Dalla fabbrica vedo uscire un uomo nudo. Ha gli occhi bianchi e delle corna in testa. Ghigna implacabile. Mi ha visto, sta correndo verso di me. Non c'è un attimo da perdere.

Corro, come mai avevo fatto prima. Senza pensare, senza pensare a niente. Via, sempre più lontano. Sento il suo affanno, sento i suoi passi veloci. Non è di questo mondo, è un demone. O meglio... prima era una persona. Poi il COVID-666 lo ha infettato e si è trasformato. Vuole mangiarmi, lo so, o ancora peggio, farmi diventare come lui. E' veloce, molto più di me, e resistente. Le forze mi mancano. Sto per cedere.

Inciampo. Una catena, non l'avevo vista, mi fa cadere rovinosamente a terra. Aiutami. Che fai lì impalato. Aiutami.

Si ferma di blocco, mi guarda insistentemente. Anche se ha gli occhi bianchi e non ha le pupille lo so benissimo che mi sta fissando. Brama le mie carni, le desidera in modo ardente. Le sue corna puntano su di me come un toro furioso. La lingua lunga schiocca pregustando quello che sarà il suo pranzo. A terra solo polvere, niente più. Con le mani tasto senza fermarmi la terra. Ghiaia, dannata ghiaia. Agito furente le mani. Il mostro continua ad avvicinarsi... sempre di più. Sempre di più. Il respiro sembra spezzarglisi dalla commozione. Il mio cuore batte all'impazzata.

Come si ferma un demone. Come?

Forse... con la fede...?

Si getta su di me. La sua bocca spalancata, i suoi denti aguzzi che schizzano saliva urticante. A un passo dalla mia giugulare. È una pazzia ma alla fine mi decido. Stringo forte il pugno e lo porto sopra la sua testa. Apro la mano e la polvere gli cade sopra.

« Polvere sei, e polvere ritornerai » gli dico. Oggi è iniziata la quaresima che non a caso collima con il termine quarantena. I quaranta giorni che permisero a Gesù di purificarsi coincidono con i quaranta giorni per fare in modo che il virus, almeno una volta era così, cessi completamente di esistere.

La polvere lenta cade sulle sue corna. Il biancore dei suoi occhi continua a guardarmi. È un attimo. La sua testa esplode. Le corna fluttuano in aria e il suo corpo senza capo cade rovinosamente a terra.

« Ce l'ho fatta, ce l'ho fatta » - sbotto in modo isterico. Mi tiro su, la gonna tutta impolverata, il petto e il mio viso sporchi di sangue. Del suo sangue. Prendo fiato. Guardo per l'ultima volta quel corpo martoriato. Prima era un umano. Che la sua anima possa trovare la pace.

Davanti a me lo vedo finalmente, il bosco. Là non mi troveranno.

Coraggio. E' ora di andare.

  

  

Avis aux lecteurs
Un texte vous a plu, il a suscité chez vous de la joie, de l'empathie, de l'intérêt, de la curiosité et vous désirez le dire à l'auteur.e ?
Entamez un dialogue : écrivez-lui à notre adresse decameron2020@albiana.fr, nous lui transmettrons votre message !
  
  
  
Article ajouté à la liste de souhaits
Product added to compare.

Le site Albiana.fr utilise des cookies pour la gestion de votre compte client et suivre l'audience (sans suivi individuel).